11 giugno 2009

Coordinamento della lista anticapitalista

Dalla lista anticapitalista e comunista al progetto politico di aggregazione della sinistra di alternativa

mercoledì 10 giugno 2009

INCONTRO TRA RIFONDAZIONE COMUNISTA – PDCI – SOCIALISMO 2000
Nota stampa dell'ufficio stampa del Prc-Pdci-Socialismo 2000
Oggi si è costituito il Coordinamento della lista anticapitalista e comunista formato da Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi.
Nella riunione si è deciso di rendere stabile il coordinamento, confermando la volontà di proseguire il lavoro comune che ha dato vita alla lista: l’obiettivo è la costruzione di un polo politico dei comunisti e della sinistra, rivolto a tutte le culture critiche, autonomo dal Partito Democratico, che abbia al centro l’estensione dei diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente, la pace, la democrazia e quindi l’opposizione intransigente alle politiche del governo Berlusconi e della Confindustria. Nei prossimi giorni si terranno incontri con esponenti di forze politiche, culturali e sociali per verificare la possibilità di allargare l’esperienza della lista anticapitalista e comunista al fine di dar vita ad un processo di aggregazione della sinistra di alternativa.

--Ufficio stampa Prc-SE

8 aprile 2009

Solidarietà attiva con le popolazioni colpite dal terremoto

La protezione civile ha assegnato al PRC una zona de l’Aquila, pieno riconoscimento e collaborazione.Un gruppo di 15 compagni è partito da Roma per organizzare la logistica con due cucine da campo.
Stanno verificando con la Protezione Civile dove montare le cucine e le prime attrezzature.La Federazione Prc di Pescara (via F. Tedesco, 8) funzionerà come centro di raccolta materiali e di accoglienza per gli evacuati.
Singoli o strutture che abbiano la possibilità di accogliere gli sfollati sono pregati quindi di chiamare il numero 085.66788.
Chiamate anche se intendete partecipare come volontari per segnalare le vostre competenze. Non scendete da soli, ma organizzatevi localmente e mettetevi in contatto con i numeri e le mail messe a disposizione dal Partito.Chiunque volesse partecipare all'organizzazione dei soccorsi può chiamare:
1) Federazione Prc Pescara: 085.66788 (accoglienza evacuati);
2) Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti);
3) Marco Fars: 334.6976120;
4) Francesco Piobbichi: 334.6883166;5) o spedire una mail al seguente indirizzo:piobbico@hotmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Servono generi di prima necessità (acqua, pasta, latte UHT, biscotti), coperte, tende, gazebo e materiale utile alla rimozione delle macerie.
ATTENZIONE! Facciamo un appello a tutti coloro che stanno partendo per portare il loro soccorso: non partite senza aver prima chiamato i numeri messi a disposizione, venite attrezzati e soprattutto autosufficienti sia per quanto riguarda il vitto che l'alloggio.
Se volete invece mandare un contributo economico potete spedirlo a:Conto Corrente Bancario RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZOIBAN: IT32J0312703201CC0340001497

31 marzo 2009

COMUNICATO STAMPA


Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Taranto


Comunicato stampa

Rifondazione Comunista: Siamo buoni come il pane!
Grande successo del secondo gap (gruppo di acquisto popolare) organizzato dal partito della Rifondazione Comunista, teatro dell’iniziativa il mercato del sabato al rione tamburi.
In poco meno di due ore è stato distribuito 350 kg di pane al prezzo politico di un euro al chilo a dimostrazione del grande interesse che ormai questa iniziativa, che sarà ripetuta in altri quartieri ed allargata ad altri beni, riscontra presso la popolazione tarantina.
Anche oggi non sono mancate le visite gradite (!) del presidente (La Sorsa) e del vice presidente (Di Lena) dell’associazione provinciale dei panificatori, i quali avranno voluto sincerarsi della bontà del pane offerto e magari visto l’incredibile successo vorranno loro nei prossimi giorni invitare i propri iscritti a fare i primi gap autogestiti presso gli stessi panifici.
La nostra iniziativa ha scoperto il vaso di pandora di una crisi che sta devastando i redditi già precari delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, soprattutto in questo momento in cui aumentano in maniera vorticosa i lavoratori che perdono il posto di lavoro o che vedono ridursi drasticamente il proprio già misero salario a causa della cassa integrazione, per non parlare dei pensionati ai quali il governo è stato capace solo di regalare tessere della povertà (social card) in alcuni casi anche vuote come dimostrano le cronache di questi giorni.
L’azione politica di Rifondazione Comunista sul terreno della denuncia del caro vita non si limiterà alla distribuzione del pane ad un euro ma nei prossimi giorni promuoveremo l’istituzione di comitati di lotta contro la crisi e nei consigli comunali in cui siedono nostri rappresentati presenteremo un ordine del giorno in cui chiederemo al sindaco ed alla giunta comunale di:
- Di attivare tavoli specifici allo scopo di calmierare i prezzi dei generi alimentari di prima necessità all’interno dei quali possano partecipare i gruppi di acquisto popolari e solidali;
- Di determinare l’esposizione dei prezzi alla sorgente e di effettuare controlli specifici periodici sui prezzi e sulla qualità dei prodotti;
- Di istituire spacci popolari comunali che abbiano il ruolo di vendere a prezzi calmierati i beni di prima necessità e di favorire lo sviluppo di pratiche di autorganizzazione popolare, di creazione di nuovi modelli di consumo solidale e di lotta al carovita.
- Di non determinare incrementi tariffari di propria competenza che gravano ulteriormente sui bilanci familiari,e di programmare degli specifici interventi rivolti alle fasce di cittadini più in difficoltà che prevedano la rateizzazione “lunga” delle bollette del gas, dei rifiuti, dell’acqua, ripartendo gli interessi di ritardo di pagamento sul monte complessivo degli introiti assicurati dalle utenze.
- Di promuovere un regolamento comunale per l’Istituzione di un mercato per produzioni di qualità locali, agricole e artigianali e del mercato equo e solidale contro il carovita.

Franco Gentile
Segretario Provinciale
Rifondazione Comunista

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!


Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “L. Libertini” – Palagiano
Via Garibaldi n° 5

Invito

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!


Martedì 31 marzo - ore 18,30

Nell’AULA CONSILIARE
In Via San Marco - p.so La Casa delle Culture - Palagiano (TA)


ASSEMBLEA PUBBLICA


Salari netti fermi al 1993, il fisco in 15 anni si è "mangiato" 6.738 euro a lavoratore; dal 1984 ad oggi ben 10 punti percentuali di PIL sono passati dai salari e dalle pensioni ai profitti e alle rendite: 150 miliardi di euro all’anno
La causa principale della crisi: i bassi salari.
Ora la crisi la paghino quelli che si sono arricchiti!


Introduce:

il comp. Tito ANZOLIN - segreteria Prov. PRC

Intervengono:

Un Rappresentante della C.G.I.L.,
sulle ragioni della Manifestazione a Roma

Rappresentanti di Associazioni e Movimenti

Conclude :

la comp. Imma BARBAROSSA – Direzione Nazionale P.R.C.

28 marzo 2009

ALLE EUROPEE TORNA IL SIMBOLO 'FALCE E MARTELLO'


28 mar. - Fermo ai box per una competizione elettorale, quella delle politiche del 2008, torna il simbolo della 'falce e martello' proprio della tradizione comunista per raggruppare quattro forze politiche, Rifondazione Comuista, Partito dei Comunisti Italiani, Socialismo 2000, Consumatori Uniti e Sinistra Europea per le prossime elezioni europee di giugno.
E' questa la grande novita' annunciata stamane in una breve conferenza stampa da Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi e Bruno De Vita, leader delle quattro forze politiche che hanno ripristinato il classico simbolo comunista per le europee di giugno con l'obiettivo di "uscire a sinistra dalla crisi che la destra vuole utilizzare per una svolta reazionaria", ha sostenuto Ferrero per il quale "l'innovazione non ha nulla a che vedere con l'abiura".
Obiettivo della lista 'anticapitalista e comunista' aperta ai movimenti ed associazioni della societa' civile e' quello di battersi per una Europa "neutrale e disarmata ma anche dove prevalgano i principi dell'uguaglianza e della liberta' che - ha precisato Ferrero - ci distinguono nettissimamente dalla destra".
Le candidature non sono state ancora definite, anche se tre nomi sembrano gia' accreditati: Margherita Hack, Vittorio Agnoletto e il bertinottiano Giusto Catania. Tra i nodi da sciogliere nei prossimi giorni c'e' quello della candidatura dei segretari Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto in primo luogo.
I quattro soggetti politici che si presentano sotto lo stesso simbolo hanno approvato un documento comune, una sorta di vademecum per uscire dalla crisi e per non ricadervi mai piu'. ''Diamo vita - si legge nel documento - ad una lista anticapitalista che unisce una proposta politica per l'Europa. Lo facciamo insieme ad esponenti della Sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del mondo femminista, ambientalista e pacifista. La lista lavora per un'uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarieta'''.
Nell'analisi che il documento propone si sostiene che ''la crisi e' un prodotto strutturale dell'attuale capitalismo finanziario-speculativo, sostanzialmente favorito dal Trattato di Maastricht che in 15 anni ha peggiorato sensibilmente le condizioni di vita e lavorative della maggioranza della popolazione europea''.
Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori sostengono che ''il grande limite della Costituzione europea e' il suo carattere ademocratico perche' il sistema intergovernativo ha impedito qualsiasi partecipazione dal basso alle decisioni dell'Unione''. Il documento prospetta infine un saldo legame politico tra le quattro forze candidate con la prospettiva di farle un soggetto politico permanente.

4 marzo 2009

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA


E’ stato pubblicato a pag.3 del periodico ginosino “L’Orologio” n°8 di febbraio ’09 un comunicato stampa del neonato “Movimento per la Sinistra”, a firma del coordinatore Damiano Pollicoro. Il comunicato viene qui riportato integralmente:

- Il Direttivo della Sezione del Partito della Rifondazione Comunista comunica di aver aderito al “Movimento per la Sinistra” facente capo al presidente Nichi Vendola e invita gli stranieri che hanno residenza nel Comune Ginosa a presentare domanda di iscrizione entro il 9 marzo 2009 per espletare il loro diritto di voto alle prossime elezioni europee. L’assemblea Costituente si terrà presso la sezione del Movimento in Corso V. Emanuele, 42 domenica 8 marzo 2009 alle ore 18.00. Il coordinatore Damiano Pollicoro. -


Dobbiamo innanzitutto puntualizzare che detto Movimento non c’entra nulla con Rifondazione, infatti le poche persone che hanno aderito, hanno dato le proprie dimissioni dal Partito e comunque non tutti i dimissionari si sono iscritti al “Movimento”. Rifondazione ha ceduto solo la sede in c.so V.Emanuele al “Movivento”, onde evitare ulteriori litigi, screzi a livello personale e battaglie legali. Stiamo già cercando un’altra sede per il nostro partito. Pertanto si invitano e si ammoniscono gli EX compagni a non voler più usare il nome ed il simbolo del Partito della Rifondazione Comunista sia sulla stampa che in altre sedi, (sezione inclusa).
Per quello che riguarda il diritto di voto alle prossime europee, “Tutti gli stranieri comunitari, hanno già diritto di voto sia per le elezioni europee sia per le elezioni amministrative” (fonte: Ministero degli Interni – Rif. circolare n. 2/2009 del 22 gennaio 2009 - Dir. Centr. dei Servizi Elett.) senza doversi necessariamente iscrivere a nessun Partito o Movimento politico.
E’ forse, solo un pretesto dei nostri EX compagni per acquisire nuovi tesserati?
A chi legge l’ardua sentenza.

Ginosa 04/03/2009

Partito della Rifondazione Comunista
Gabriele Cellamaro
Delegato Comitato Provinciale Federale
Deleg. Coll. Garanzia sez. Berlinguer

13 febbraio 2009

Governo impugnerà legge antidiossina

«Governo impugnerà legge antidiossina»
''Il ministro Stefania Prestigiacomo, ha dichiarato la forte possibilità che il Governo impugni la legge regionale antidiossina davanti alla Corte Costituzionale": lo rende noto l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Michele Losappio che considera il ricorso un "atto gravissimo". L'Ilva ha riaffermato le sue note posizioni antitetiche ai contenuti della legge.

11 febbraio 2009

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

ROMA - ''Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha dichiarato la forte possibilità che il Governo impugni la legge regionale antidiossina davanti alla Corte Costituzionale": lo rende noto l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Michele Losappio, riferendo della riunione svoltasi stasera al ministero. Un’ipotesi quella del ricorso all’Alta Corte che la Regione considera come un "atto gravissimo". "L'Ilva – prosegue l’assessore – ha riaffermato le sue note posizioni antitetiche ai contenuti della legge antidiossina. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto una verifica di merito per capire se l’applicazione del sistema Urea sia in grado di produrre limitazioni come quelli indicate dalla legge regionale".
"La Regione – afferma Losappio – considera il possibile ricorso del Governo nazionale alla Corte Costituzionale come un atto gravissimo contro i pugliesi e contro l’autonomia dell’istituzione regionale.
Conferma invece, certa delle competenze tecniche di Arpa Puglia, la disponibilità ad un ulteriore confronto sul raggiungimento, attraverso l’Urea, del limite indicato dalla legge e secondo le modalità di misurazione previste dal protocollo di Aarhus".
Nel corso dell'incontro Legambiente ha detto che ''La citta' di Taranto merita risposte rapide in tema di salvaguardia della salute e dell’ambiente ma anche dell’occupazione".
"Ma tutte queste esigenze – prosegue Legambiente – possono essere rispettate scegliendo di operare interventi concreti di ammodernamento degli impianti". Secondo l’associazione "gli interventi per ridurre con efficacia le emissioni in atmosfera degli inquinanti più pericolosi passano per un ammodernamento dell’impianto, attuabile con tecnologie già disponibili sul mercato e già applicate con successo negli impianti siderurgici dei paesi più avanzati come la Germania".
Inoltre, per Legambiente "innovare il processo produttivo non vuol dire solo tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche promuovere valore aggiunto sui mercati internazionali e quindi salvaguardare posti di lavoro in un periodo di crisi economica e finanziaria globale". In questo modo, conclude l’associazione "sarà possibile garantire un futuro migliore a una città che fino ad oggi ha pagato un prezzo salatissimo".
Cgil e Fiom: niente drammi BARI – Nell’incontro convocato oggi dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sulle questioni connesse allo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, «abbiamo chiesto – affermano in una nota Paola Agnello Modica, segretaria confederale Cgil, e Vittorio Barbi della Fiom Nazionale – di considerare la convocazione di oggi come il primo appuntamento di un tavolo tecnico-politico che, a nostro parere, può affrontare senza drammatizzazioni ulteriori, i problemi connessi alla produzione, all’occupazione e all’ambiente nel rispetto della legislazione».
Dall’incontro di oggi, che ha visto al tavolo lo stesso gruppo siderurgico, aggiungono, «è emerso che, se si vuole, questo è possibile. Mentre, al contrario, non servono esasperazioni e scontri istituzionali. Insisteremo affinchè ci sia a breve una convocazione mentre saremo presenti all’incontro convocato per domani dalla Regione Puglia».



Vedi anche

Taranto Sociale
PeaceLink sulle dichiarazioni di Mario Ghini (UILM)
Che l'Ilva possa spostarsi all'estero per l'adozione della legge sulla diossina è un'ipotesi fantasiosa. Le norme si applicano in tutt'Europa e non per questo c'è il fuggi fuggi generale in Cina. Ma il problema va ben oltre la mancata conoscenza dei problemi su cui si fanno dichiarazioni.
10 febbraio 2009 - Peacelink

Editoriale
Il sindacalista e la diossina
Mario Ghini, dirigente nazionale della UILM, critica la legge della Regione Puglia sulla diossina proprio ora che deve essere applicata...
10 febbraio 2009

Taranto Sociale
Legge severa, ILVA all'estero. Taranto, annuncio shock da UILM
La segreteria nazionale sollecita un incontro al governo per scongiurare la chiusura dello stabilimento. Ghini: il gruppo non ha possibilità di adeguarsi. L´azienda: no comment
10 febbraio 2009 - Mario Diliberto

28 gennaio 2009

Gli spettri? Facciamoli aggirare per l'Europa

Paolo Ferrero risponde - Liberazione, 25/01/2009

Caro segretario, si parla molto di unità della sinistra e a me pare che sia un problema vero. Cosa ne pensi? Rifondazione comunista è ancora interessata al tema o pensa di chiudersi su se stessa come dicono quelli di Vendola? Un caro saluto.
Giovanni via e-mail

Caro Giovanni, hai messo il dito nella piaga. Io penso che il tema dell'unità della sinistra sia una questione importantissima. Proprio per questo non può essere banalizzata o utilizzata in modo strumentale come accade sovente di questi tempi.
Dal mio punto di vista l'unita della sinistra serve innanzitutto per costruire una opposizione efficace al governo Berlusconi, all'attacco della Confindustria, alle offensive del Vaticano. Oggi in Italia sostanzialmente non esiste una opposizione politica degna di questo nome. L'unico ostacolo alle politiche del governo sono state le lotte sociali, dagli studenti al sindacalismo di base alla Cgil. Per questo Rifondazione ha proposto a tutte le forze della sinistra di costruire un coordinamento stabile. Per questo abbiamo lavorato per la manifestazione dell'11 di ottobre e per questo nelle settimane scorse abbiamo operato per costruire una sola manifestazione nazionale sulla Palestina. In altri termini il tema dell'unità deve innanzitutto porsi il problema di costruire un movimento unitario, una opposizione efficace, sia sul piano difensivo che sul piano della proposta politica. La costruzione di una opposizione efficace è la condizione per evitare che le persone si ritrovino sole nella crisi e che il disagio sociale prenda la strada della guerra tra i poveri, del conflitto tra gli ultimi. Nelle prossime settimane questo vorrà dire costruire una campagna politica contro l'accordo separato sulla contrattazione e contro il federalismo fiscale, cioè contro il tentativo di distruggere alle radice qualsiasi unità del mondo del lavoro.
Se è vero che il nodo fondamentale è la costruzione dell'opposizione di sinistra, è evidente che questa non può coincidere con un partito solo, deve essere per forza una aggregazione plurale. Deve aggregare partiti, sindacati, associazioni, individui, fare i conti con i diversi percorsi di lotta. Quindi noi dobbiamo lavorare ad una unità della sinistra che sappia aggregare soggetti diversi, senza alcuna possibilità di ridurre ad un soggetto unico quello che deve essere un processo articolato. Dobbiamo imparare dal movimento delle donne, che ci ha spiegato la necessità di coniugare l'eguaglianza con il rispetto delle diversità. Il tempo dei "partiti unici" è finito.
In terzo luogo, per costruire una opposizione efficace è necessario avere un disegno politico alternativo a quello di governo, Confindustria e Vaticano. Questo tema pone il problema dell'autonomia della sinistra dal Partito democratico. La caratteristica del Pd è infatti quella di avere estese superfici di contatto con i vari poteri forti del Paese, da Confindustria al sistema bancario, al Vaticano. Non c'è tema sociale, ambientale, relativo ai diritti civili, che veda il Pd capace di assumere una posizione di chiara rottura con i ceti dominanti. E' questa una peculiarità del Pd anche nei confronti di altri partiti progressisti o socialisti. Obama, è in grado di rompere con la lobby del petrolio e con i vescovi; Zapatero è capace di rompere con il Vaticano. Il Pd - in quanto tale - non è in grado di esprimere questo grado di autonomia e per questo non è in grado di fare una opposizione efficace. La sinistra da costruire non può quindi essere una appendice del Pd o l'estrema sinistra del Pd; è necessario costruire una sinistra in grado di proporre un progetto per il Paese alternativo a quello dei poteri forti e quindi in piena autonomia da quanto fa il Pd. Negli anni scorsi abbiamo parlato di due sinistre per segnare le differenze strategiche con la sinistra moderata. Oggi queste differenze, visto il profilo moderato del Pd, sono aumentate.
Per questo penso che Rifondazione comunista debba tornare ad essere il cuore dell'opposizione, il centro di una rete di relazioni che permetta di costruire il movimento unitario, come abbiamo fatto dopo Genova con i Social Forum. La vocazione unitaria di Rifondazione, dopo la rottura del '98 con Prodi, è sempre stata la sua capacità di agire relazioni e far dialogare soggetti diversi in nome della costruzione unitaria del movimento. Io penso che dobbiamo rilanciare questa funzione che permetta di tenere insieme le diverse esperienze a sinistra del Pd, senza farci dividere tra chi è comunista e chi no, tra chi è più radicale e chi meno, tra chi sta in Cgil e chi nel sindacalismo di base. Costruire l'unità del movimento e dell'opposizione di sinistra, questa è la nostra vocazione.
Per questo sono totalmente contrario alle ipotesi di costituente che vengono agitate da mesi: la costituente della sinistra o la costituente comunista. Queste due proposte sono identiche e speculari e la loro realizzazione determinerebbe la divisione della sinistra su base ideologica - comunisti e non comunisti - dividendola irrimediabilmente. Un disastro. La sinistra deve essere aggregata sulla base dei contenuti, non divisa sulla base delle ideologie. Il ruolo storico positivo di Rifondazione è stato proprio quello di essere comunista ma di riuscire a dialogare ed aggregare anche chi non si definiva tale ma era d'accordo con noi sui contenuti e sulla radicalità politica. La Costituente della sinistra, se malauguratamente dovesse realizzarsi, determinerebbe semplicemente la spaccatura della sinistra per linee ideologiche mentre noi abbiamo bisogno di tenere insieme comunisti, socialisti, verdi, libertari, cattolici democratici sulle cose da fare, nella costruzione di movimento.
Per questo rivolgo ancora una volta l'invito ai compagni e alle compagne che si sono riuniti a Chianciano a ripensare alla scissione, a non compiere quel passo. Non solo perché fare una scissione in nome dell'unità della sinistra, determinare una ulteriore frattura là dove è necessario dialogare, è una contraddizione incomprensibile. Penso che il risultato più negativo di questa scissione strisciante, che è cominciata da un po' di settimane, consista proprio nel passaggio di compagni e compagne da una sinistra di alternativa ad una sinistra senza aggettivi incapace di mantenere l'autonomia dal Partito democratico. E' così a Torino, dove i consiglieri provinciali usciti dal partito sono passati dal No Tav al "come" Tav, al "come" secondo inceneritore, al "come" tangenziale est… E' così a Reggio Emilia, dove chi esce da Rifondazione accetta l'ulteriore privatizzazione dei beni pubblici e chiede di mettere Rifondazione fuori dalla maggioranza. E' così a Firenze, dove i consiglieri usciti passano direttamente dall'opposizione alla maggioranza di Dominici e votano contro la proposta di Rifondazione di fare una commissione di indagine sull'affaire Fondiaria, quello dove l'assessore sceriffo Cioni è stato preso con le mani nella marmellata. Potrei proseguire ma il punto è sempre lo stesso: l'uscita da Rifondazione in nome della Costituente di Sinistra si traduce in una maggiore subalternità al Pd e alla logica del bipolarismo tra simili. Si traduce cioè in un indebolimento della sinistra di alternativa e per questo invito tutti a ripensarci e propongo nuovamente la gestione unitaria del partito. Rifondazione comunista è la casa di tutti e tutte. Gli spettri tentiamo di farli aggirare per l'Europa, come prevedeva il nostro barbuto capostipite.

Postato da: V.I.

25 gennaio 2009

Rifondazione Comunista e Rifondazione per la Sinistra... è SCISSIONE

Vendola abbandona Rifondazione
Nasce Rps, il partito con la stella rossa

Il presidente della regione Puglia alla sua corrente:
«Non dobbiamo sentirci avversari di Rifondazione»

SIENA - Alla fine la spaccatura c'è stata. «Non provo acrimonia verso Ferrero e il suo gruppo dirigente.
Sono sereno perché faccio ciò che sento sia giusto fare. Rifondazione è stata la mia casa e questo addio non è un partire indolore». Con queste parole il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ha confermato, all'Assemblea della minoranza che si è aperta a Chianciano, la scissione della sua corrente politica da Rifondazione Comunista. Il nuovo partito ha già il logo, costituito dalle tre lettere «Rps» (Rifondazione per la sinistra), accanto a una stella rossa. «A quelli di noi che condivideranno la mia scelta, voglio dire che non dobbiamo sentirci avversari di Rifondazione
- ha sottolineato il governatore -. E soprattutto ai compagni che scelgono di continuare la propria lotta dentro il partito voglio esprimere gratitudine per aver condiviso una bella battaglia, e perché sono certo che continueranno a battersi perché nasca una sinistra nuova, una sinistra del lavoro e delle libertà, che ingaggi un molecolare corpo a corpo contro la paura e contro la solitudine».

FERRERO: «VANNO VERSO DESTRA» - Duro il commento di Paolo Ferrero, segretario del Prc: «Invito i compagni e le compagne riuniti a Chianciano a ripensare all'ipotesi di una scissione, perché non comprendo che senso abbia fare una scissione in nome dell'unità, è una contraddizione». Secondo Ferrero, con questa ennesima rottura, «la gente andrà a casa schifata». «È una cosa che mi preoccupa. È una scissione da destra o verso destra: ovviamente non voglio dire che Vendola sia di destra, sarebbe una sciocchezza. Tuttavia, il rischio è quello di una subalternità al Pd, che è già imballato di suo».
«La linea del Prc è stata scelta e chiarita da un responso democratico
- ha concluso il segretario -: ci possono essere diverse idee e ipotesi, ma la linea è quella.
Noi abbiamo da sempre proposto una gestione unitaria».

VENDOLA: «ESERCIZI DI GALATEO» - Immediata la replica di Vendola: «La scissione è già nei fatti, è già avvenuta perché quando in una comunità si rompono i vincoli di solidarietà non è più possibile tornare indietro.
Le nostre linee politiche si sono divaricate in modo radicale, c'è stata una rottura nella
concezione dello stare assieme, come è avvenuto nella vicenda della cacciata di Piero Sansonetti dalla guida di Liberazione. Quella era già la scissione.
Gli appelli di oggi sono solo esercizi di galateo e lasciano il tempo che trovano».


Fonte: Corriere della Sera 24/01/2009 - corrieredellasera.it
Pubblicato da : G.C.