5 febbraio 2013
14 novembre 2012
Il confronto. Col quale senza il quale tutto rimane tale e quale!
Il confronto. Col quale senza il quale tutto rimane tale e quale !
di Maria R. Calderoni
Commosso no, divertito no, fatto sognare no, portato davanti allo sbadiglio sì. E fatto rimpiangere il vero "X Factor", accidenti.
Sarà stato anche quel look nero-funerale, e quell'impareggiabile tono da bravi ragazzi che non hanno mai bigiato a scuola nemmeno una volta; sarà stata quella lezioncina a modo imparata diligentemente a memoria. Ma insomma, quando un barbudo Giuliano Ferrara, al termine del "Confronto", ha esclamato:
Cinque Piccoli Indiani che si tagliano come il burro. Perbene, "carini", con un sacco di buone intenzioni: il lavoro, il progresso, il futuro, la parità di genere, la produzione qualificata a pro di imprese e di giovani, il Pil ma anche il Bil (brand Puppato), l'immigrazione, i bambini, gli omosessuali, i matrimoni gay.
Senza dimenticare un''Europa con l'anima", la Patria e la Chiesa. Quest'ultima anzi rigrazia: per Bersani la prima figura del suo Pantheon personale è Papa Giovanni, per Vendola il card. Martini (e Tabacci ci mette De Gasperi e Laura Puppato Tina Anselmi, estremisticamente spingendosi però fino a Nilde Iotti).
Talché suona come uno scoop fantastico la boutade del solito barbudo Ferrara:
Comunque, tre dei (Non Magnifici) Cinque - Puppato, Vendola, Renzi - ci fanno sapere, grazie, che sono contro alla presenza di Pierfurbo Casini nella coalizione; Tabacci invece dice che vuol fare tale e quale Milano e Bersani il comunista prende tempo, si sa,
Beh, alla fine del Confrontone, uno si trova a domandarsi perché diavolo l'hanno fatto; e anche i giornalisti chiamati a dare il voto sono giù di corda. Per Telese hanno fatto quattro chiacchiere, per Sechi sono da bocciare in toto; e persino un imbarazzato Sarno, direttore dell'Unità,
Ha vinto Sky, che si è fatta un gran spottone "a gratis" (a noi invece conviene correre a comprare un Devoto-Oli nuovo di zecca: Vendola ha detto che l'Italia ha soprattutto bisogno di un
fonte: http://web.rifondazione.it/home/index.php/prima-pagina/16157-il-confronto-col-quale-senza-il-quale-tutto-rimane-tale-e-quale
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19 novembre 2009
6 novembre 2009
Ex Miroglio... Incertezza sul futuro !
ENNESIMO SUMMIT FISSATO PER LUNEDÌ A ROMA PRESSO IL MINISTERO PER LO SVILUPPO ECONOMICO
Ex Miroglio, partiti i corsi di riqualificazione.
Coinvolti 250 lavoratori degli stabilimenti (dismessi) di Ginosa e Castellaneta. Incertezza sul futuro.
ANGELO LORETO
• C A S T E L L A N E T A . Le certezze sul loro futuro potrebbero arrivare lunedì da Roma, dove presso il Ministero per lo Sviluppo economico è stato fissato l'ennesimo summit. Ma da ieri i circa 250 ex lavoratori degli stabilimenti Miroglio di Ginosa e Castellaneta ora in cassa integrazione hanno iniziato i corsi di formazione per la riqualificazione e formazione professionale, sebbene il processo di riconversione abbia subito uno stop dopo il passo indietro dell'azienda Intini che sarebbe dovuta subentrare alla Miroglio nella gestione dei due impianti per il loro riutilizzo per altri scopi industriali e che invece nei giorni scorsi ha fatto sapere che la legge sui finanziamenti statali non coprirebbe i finanziamenti richiesti nel piano a z i e n d a l e.
E mentre lunedì la politica e i sindacati cercheranno di trovare una via d'uscita assieme al Ministero e all'azienda, i corsi sono iniziati lo stesso, ieri all'istituti professionale "Mauro Perrone" dove è stato presentato il "Progetto Jobnet", ovvero il "sistema di servizi territoriali integrati per la riconversione ed il reimpiego dei lavoratori della Tessitura e Filatura di Puglia".
Il dirigente della scuola, l'ex sindaco ed ex senatore Rocco Loreto, l'assessore provinciale alla Formazione professionale e al Lavoro Vito Miccolis e il vice presidente del Consiglio provinciale Marta Teresita Galeota hanno incontrato circa un centinaio di lavoratori che di fronte a loro hanno ora da una parte il corso di specializzazione per le nuove mansioni, dall'altra i dubbi circa il loro futuro lavorativo.
«Ma la speranza è che da qui, da questo luogo rinasca la speranza» ha augurato Loreto ai lavoratori che ha poi aggiunto, rivolgendosi ai protagonisti delle trattative che vanno avanti da mesi, quindi a politici e sindacalisti, che «io ero sindaco in quel febbraio del 1994 quando Miroglio fece domanda per costruire a Castellaneta, quindi vorrei essere ascoltato e prender parte in tutta questa vicenda».
«Conosco benissimo la vostra situazione mentale nell'approcciarvi a questi corsi - ha detto poi la Galeota - ma vi invito tutti a frequentare con impegno. Sappiate inoltre che la provincia vi sarà vicina. Voi già valete tanto come lavoratori, dopo questi corsi varrete ancora di più sul mercato del lavoro».
L'assessore Miccolis ha poi raccontato che «i vostri timori li ho già visti con la vicenda dell'Italsider di Bagnoli. La doccia fredda che ha colpito voi nei giorni scorsi - ha poi proseguito - è stata una doccia fredda anche per noi politici. Ma non vi dovete scoraggiare. Sappiate anzi che noi dell'amministrazione provinciale abbiamo puntato tutto su di voi, anche forzando la mano, perché i sindacati sanno bene che nella nostra provincia ci sono altre situazioni di questo tipo». L'assessore provinciale ha poi assicurato che «a Roma batteremo i pugni sul tavolo: noi i nostri impegni li abbiamo mantenuti, ora sono altri che devono mantenerli».
L'incontro è poi proseguito con le domande dei lavoratori su argomenti riguardanti i corsi, come per esempio le spese per gli spostamenti che dovranno essere sopportate da chi non abita a Castellaneta.
Il lavoro di riqualificazione e formazione professionale è dunque partito, ma ora l'attenzione è tutta fissata su Roma, dove lunedì potrebbe decidersi il futuro di circa 250 persone che in pochi giorni hanno visto nuovamente tremare le loro speranze di riavere il proprio lavoro.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno
http://62.77.48.23/Default/Skins/GDM/Client.asp?Skin=GDM&Daily=GDM&AW=1257534936921&AppName=1
Ex Miroglio, partiti i corsi di riqualificazione.
Coinvolti 250 lavoratori degli stabilimenti (dismessi) di Ginosa e Castellaneta. Incertezza sul futuro.
ANGELO LORETO
• C A S T E L L A N E T A . Le certezze sul loro futuro potrebbero arrivare lunedì da Roma, dove presso il Ministero per lo Sviluppo economico è stato fissato l'ennesimo summit. Ma da ieri i circa 250 ex lavoratori degli stabilimenti Miroglio di Ginosa e Castellaneta ora in cassa integrazione hanno iniziato i corsi di formazione per la riqualificazione e formazione professionale, sebbene il processo di riconversione abbia subito uno stop dopo il passo indietro dell'azienda Intini che sarebbe dovuta subentrare alla Miroglio nella gestione dei due impianti per il loro riutilizzo per altri scopi industriali e che invece nei giorni scorsi ha fatto sapere che la legge sui finanziamenti statali non coprirebbe i finanziamenti richiesti nel piano a z i e n d a l e.
E mentre lunedì la politica e i sindacati cercheranno di trovare una via d'uscita assieme al Ministero e all'azienda, i corsi sono iniziati lo stesso, ieri all'istituti professionale "Mauro Perrone" dove è stato presentato il "Progetto Jobnet", ovvero il "sistema di servizi territoriali integrati per la riconversione ed il reimpiego dei lavoratori della Tessitura e Filatura di Puglia".
Il dirigente della scuola, l'ex sindaco ed ex senatore Rocco Loreto, l'assessore provinciale alla Formazione professionale e al Lavoro Vito Miccolis e il vice presidente del Consiglio provinciale Marta Teresita Galeota hanno incontrato circa un centinaio di lavoratori che di fronte a loro hanno ora da una parte il corso di specializzazione per le nuove mansioni, dall'altra i dubbi circa il loro futuro lavorativo.
«Ma la speranza è che da qui, da questo luogo rinasca la speranza» ha augurato Loreto ai lavoratori che ha poi aggiunto, rivolgendosi ai protagonisti delle trattative che vanno avanti da mesi, quindi a politici e sindacalisti, che «io ero sindaco in quel febbraio del 1994 quando Miroglio fece domanda per costruire a Castellaneta, quindi vorrei essere ascoltato e prender parte in tutta questa vicenda».
«Conosco benissimo la vostra situazione mentale nell'approcciarvi a questi corsi - ha detto poi la Galeota - ma vi invito tutti a frequentare con impegno. Sappiate inoltre che la provincia vi sarà vicina. Voi già valete tanto come lavoratori, dopo questi corsi varrete ancora di più sul mercato del lavoro».
L'assessore Miccolis ha poi raccontato che «i vostri timori li ho già visti con la vicenda dell'Italsider di Bagnoli. La doccia fredda che ha colpito voi nei giorni scorsi - ha poi proseguito - è stata una doccia fredda anche per noi politici. Ma non vi dovete scoraggiare. Sappiate anzi che noi dell'amministrazione provinciale abbiamo puntato tutto su di voi, anche forzando la mano, perché i sindacati sanno bene che nella nostra provincia ci sono altre situazioni di questo tipo». L'assessore provinciale ha poi assicurato che «a Roma batteremo i pugni sul tavolo: noi i nostri impegni li abbiamo mantenuti, ora sono altri che devono mantenerli».
L'incontro è poi proseguito con le domande dei lavoratori su argomenti riguardanti i corsi, come per esempio le spese per gli spostamenti che dovranno essere sopportate da chi non abita a Castellaneta.
Il lavoro di riqualificazione e formazione professionale è dunque partito, ma ora l'attenzione è tutta fissata su Roma, dove lunedì potrebbe decidersi il futuro di circa 250 persone che in pochi giorni hanno visto nuovamente tremare le loro speranze di riavere il proprio lavoro.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno
http://62.77.48.23/Default/Skins/GDM/Client.asp?Skin=GDM&Daily=GDM&AW=1257534936921&AppName=1
21 ottobre 2009
Adesione alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base del 23 ottobre 2009

Adesione alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base del 23 ottobre 2009.
Care compagne, cari compagni,
Lo sciopero generale del sindacalismo di base del 23 ottobre è un passaggio importante nella costruzione dell’opposizione al governo Berlusconi, che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia.
Blocco dei licenziamenti e generalizzazione delle tutele per tutti i lavoratori, contrasto alla precarietà e riduzione dell’orario di lavoro, aumento di salari e pensioni, intervento pubblico in economia per salvaguardare le produzioni e avviarne la riconversione nel segno della sostenibilità ecologica, sono gli obiettivi che condividiamo della giornata di mobilitazione del 23.
Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce perciò allo sciopero del 23 ottobre e invita i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare alla piena riuscita dello sciopero e della manifestazione.
Fraterni saluti,
Paolo Ferrero
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